Visti per voi: Mary Poppins in musical

mary-poppins-galleria-2di Paola Pariset

Presentato a Milano per sette mesi consecutivi, in autunno è giunto finalmente a Roma, al Teatro Sistina, “Mary Poppims. Il musical” prodotto da Giorgio Barbolini. Divenuto tale con la protagonista Giulia Fabbri, a Roma esso resterà in scena nel Teatro Sistina fino al 6 gennaio. Intanto, chi di noi non ha visto il film creato dalla Disney-Mackintosh nel 1984 su Mary Poppins, impersonata da Jiulie Andrews? Eppure inesprimibile è il successo di questa versione in musical della Mary Poppins di Disney, a sua volta tratta dai testi dell’americana P.L.Travers. Fondamentale nello spettacolo è l’allestimento, che insieme con la recitazione, e soprattutto la coreografia di Gillian Bruce interpretata da bravissimi ballerini, serba tutta la brillantezza del film, unita al penetrante significato umano, morale e poetico della vicenda in sé. Accompagnata da un’orchestra dal vivo diretta da Andrea Calandrini, enorme era folla di interpreti dai costumi bellissimi (di Maria Chiara Donato), pullulante attorno alla magica tata Mary interpretata da Giulia Fabbri e al vivacissimo spazzacamino Bert impersonato da Davide Sammartano. Sullo sfondo di scenografie da sogno (di Mombrini-Silvestri), gli interpreti facevano rivivere la vicenda della famiglia Banks. Il disordine della quale – generato dalla trascuratezza dei bambini Jane e Michael da parte dei genitori George e Winifred, specie del padre bancario che vive per il denaro – viene elininato dalla tata Mary Poppins, che riporta la pace nella famiglia. Della pace e dell’amore sono simbolo gli aquiloni, che George Banks e i suoi bancari finiranno per far volare, proprio come i loro incantati bambini. Della felicità ritrovata, fuori dalla logica del denaro e del potere, è poi inconfondibile simbolo la famosa canzone, dal titolo felicemente inspiegabile “Supercalifragilistichespiralidoso”, che Mary e il divertente Bert cantano e ballano con tutti. Ed una lode vada all’ospite Donatella Pandimiglio, nel ruolo della dolcissima Vecchietta dei piccioni: ed un’altra vada a Simona Patitucci irresistibile Mrs Corry. Stelle, luci fantastiche (di Valerio Tiberi), impossibili prospettive dai tetti, sprigionano nello spettacolo una incontenibile gioia, insieme ad un sentimento di amore verso gli altri esseri: ed in finale un inevitabile squarcio di amara malinconia, quando – iniziando a spirare il vento dell’ovest che porterà via con sè Mary – un silenzio sconosciuto cala su lei e Bert. “E’ oggi?”: e interminabile, immoto, doloroso si allunga il silenzio…. “Sì”.

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