Urbino, il Festival di Musica Antica

Urbino Festival 2016di Paola Pariset

Tra i festivals che imperversano in Italia (anche negli attuali tempi di magra), dopo quello intramontabile dei Due Mondi a Spoleto, spicca per la sua qualità eletta il Festival Urbino Musica Antica, iniziato il 16 luglio nel Palazzo Ducale, tant’è che a sostenerlo con la sua indiscussa personalità è Vittorio Sgarbi. Sì, il più ‘sgarbato’ dei critici italiani di storia dell’arte, amantissimo della musica delle corti rinascimentali, oltre che dell’arte. E dal ‘suo’ Assessorato alla Rivoluzione e alla Cultura del Comune di Urbino, da anni dirige questo Festival musicale alla 48° edizione. Dedicato alla musica nata nelle corti nobiliari,   rinascimentale e barocca, italiana e non, esso è tuttora in corso, concludendosi il 15 agosto con un’allegrissima e popolare Festa del Duca (Federico da Montefeltro!), e con un ultimo concerto dell’ensemble Bella Gerit, tutto sulla musica cinquecentesca alla corte di Urbino e sui versi pastorali dell’Aminta del Tasso. Tanti gli specialisti di tiorba, flauto dolce, cornetto, trombone antico, arpa gesuita e chitarra barocca: molti i violinisti di nome come Susanne Scholtz, i clavicembalisti come Luca Guglielmi e lo stesso direttore d’orchestra danese Lars Ulrik Mortesen, che ha guidato nel Festival l’European Union Baroque Orchestra, nel concerto “Händel e i colleghi londinesi”. Molti anche gli ensembles, il Concerto Palatino, l’Accademia Ottoboni, i Profeti della Quarta, e soprattutto lo splendido gruppo La Reverdie, che ha eseguito rara musica polifonica francese del ‘500 e ‘600. Alessandro Quarta ha poi diretto alunni e docenti della Fondazione Italiana di Musica Antica, in un progetto vocale e strumentale sull’Oratorio romano. Tutti nella città di Raffaello, tutti sotto la direzione artistica di Marcello Gatti, col patrocinio della Presidenza della Repubblica, il sostegno del MIBACT, della Regione Marche, della Cassa di Risparmio di Pesaro, della Provincia di Pesaro e Urbino, del Comune cittadino, e non solo. Il Ferragosto si porterà via il Festival con l’ultimo raffinato concerto, e un trionfo di giochi, feste e rarità culinarie, tratte dai ricettari della locale cucina cinquecentesca.

Precedente Barbiere di Siviglia a Caracalla, Dario Fo grandeggia al Parco della Musica Successivo "Il resto è storia", una grande testimonianza per grandi eventi